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I consumatori lo fanno meglio - Consumers do it better

Oggi vi voglio parlare dell'importante ruolo dei consumatori nella diffusione di un messaggio, un prodotto, un marchio.

Sicuramente tutti voi avrete visto il divertente spot della Heineken in cui si evidenziano le "differenze", o forse le "uguaglianze" tra uomini e donne.

Comunque per chi se lo fosse perso eccolo qui...



Vi starete chiedendo cosa c'entri questa campagna pubblicitaria con il ruolo dei consumatori nella diffusione del messaggio... Giusto?
Bene, credo che il tutto vi sara' piu' chiaro verso la fine di questo post.

Come ho gia' avuto modo di dire in un mio precedente intervento i consumatori ormai partecipano attivamente alla produzione e alla distribuzione di contenuti, trasformandosi in partner aziendali che diffondono un messaggio, un prodotto, un marchio.

Gli User-Generated Content o contenuti generati dagli utenti hanno uno stretto rapporto con il marketing.

Alcuni casi... in parte gia' citati in un altro post.

Il caso della Lego
La Lego inizialmente osteggiava i contenuti generati dagli utenti, nel caso specifico gli sviluppi del suo software relativo ai Lego Mindstorms.
Successivamente invece, intuendo le potenzialita' dei suoi "fan" ha messo a disposizione dei suoi clienti un kit di sviluppo software ottenendo in tal modo, suggerimenti, idee, sviluppi a cui altrimenti non avrebbe probabilmente pensato.

Il caso della Coca Cola e delle Mentos
Quando nel 2006 Fritz Grobe e Stephen Voltz postarono su YouTube il video in cui inserivano una Mentos in una bottiglia di Diet Coke, realizzando una sorta di geyser non sapevano che da li a poco i siti di video sharing sarebbero stati invasi da video simili creati dagli utenti.

Le due aziende coinvolte ricevettero un'inaspettata pubblicita' e visibilita', che almeno una seppe sfruttare coinvolgendo ancor di piu' gli utenti...

Per chi ancora non lo avesse visto ecco il video di cui vi parlavo.



Altro caso interessante e' quello dell'iPod Touch.
La pubblicia' di questo prodotto e' legata a Nick Haley, un ragazzo che ha creato uno spot amatoriale e lo ha pubblicato su YouTube. Apple ne ha acquistato i diritti e dopo alcuni miglioramenti lo ha utilizzato.

Se vi interessa la storia c'e' un articolo del Corriere della Sera.

Questo e' il video prodotto da Nick



Altri casi sono rappresentati:
  • dai blog aziendali in cui intervengono gli utenti con suggerimenti, commenti, critiche;
  • dai gruppi presenti nei social network, (un interessante esempio e' quello dei gruppi presenti su Facebook , che spaziano dall'abbigliamento ai prodotti alimentari, dalla grande distribuzione ai servizi);
solo per citarne alcuni, ma l'elenco e' molto più lungo, basti pensare a tutti gli strumenti e servizi messi a disposizione degli utenti (Flickr, Twitter, YoutTube, gli aggregatori di notizie, e cosi' via) grazie ai quali gli utenti possono esprimere la loro passione ed il loro coinvolgimento per un messaggio, un prodotto, un marchio.

Sembra quindi che le aziende stiano iniziando a dare ascolto agli utenti e ad aprirsi ai loro contributi.

Alcune considerazioni:
  • Generalmente un utente/consumatore si fida piu' dei contenuti generati da un altro utente/consumatore. Tra pari si ha maggiore fiducia.
  • I contenuti generati dagli utenti inoltre, sono percepiti come maggiormente autentici e piu' facilmente comprensibili in quanto provengono da un soggetto "simile a noi" e che usa il nostro stesso linguaggio.
  • Grazie ai contenuti multimediali creati dagli utenti un messaggio, un prodotto, un marchio, può raggiungere chiunque e in ogni momento (al lavoro, a casa, in giro) a bassi costi, non solo attraverso internet, ma anche grazie ai media tradizionali quali televisione, radio e giornali.

Credo che a questo punto vi starete chiedendo...
"Ma dopo questo discorso, cosa centra la pubblicita' della Heineken?"

La risposta e' in questo video che mi e' capitato di vedere oggi.



Divertente vero?

Non so se effettivamente sia stato creato da utenti desiderosi di emulare la pubblicita' o solo di espandere il proprio appartamento.

Forse questo video e' stato creato dietro “suggerimento” della Heineken. Chi puo' dirlo...

Una cosa e' sicura, il messaggio, il prodotto, il marchio lanciato con la prima campagna subira' un ulteriore
  • prolungamento,
  • diffusione,
  • passaparola,

e se effettivamente si trattasse di un contenuto generato dagli utenti...
  • un costo nullo

Bene... Queste sono le mie riflessioni.

Voi cosa pensate?

Aspetto i vostri suggerimenti e commenti.

La Pubblicita' on line cresce... ma forse gli utenti non la vogliono... cosi' generica

Oggi voglio fare delle riflessioni sugli investimenti pubblicitari sul web che crescono e l'effetto / percezione delle pubblicita' on line sui consumatori.

Questa riflessione e' nata leggendo alcune indagini ma, soprattutto, da una campagna pubblicitaria.

In ottobre esce l'indagine dell'EIAA European Interactive Advertising Association
intitolata Marketers’ Internet Ad Barometer 2008

L'indagine riporta che aumentano gli investimenti pubblicitari sul Web mentre diminuiscono quelli su Stampa e TV, infatti:
  • L’81% degli intervistati sostiene infatti che nel 2008 la spesa destinata all’online sia notevolmente cresciuta e prevede un uguale trend anche nei due anni successivi (+16% nel 2009 e +17% nel 2010).
  • L’82% degli inserzionisti che dichiarano di aver aumentato gli investimenti su Internet sostiene di aver tratto risorse direttamente dai budget dedicati alla carta stampata (40% ) alla TV (39% ) e soprattutto Direct Marketing (32%).
  • Il 73% degli interessati dichiara un incremento di utilizzo dell’on-line come un mezzo pubblicitario; il 31% dichiara in diminuzione il proprio utilizzo del medium televisivo, cosi' come il 40% afferma lo stesso per quanto riguarda l’uso dei quotidiani.
Altri dati che fornisce la ricerca sono che :
  • Piu' di tre quarti (77%) degli interpellati afferma che la pubblicita' online abbia avuto un impatto positivo sulla percezione e la conoscenza (68%) dei loro brand . Sembra inoltre che i risultati siano traducibili direttamente nell’intenzione di piu' della meta' di loro (55%) di aumentare il budget pubblicitario nel corso dei prossimi due anni. Inoltre, il 40% degli inserzionisti vede Internet come mezzo decisivo per influenzare le decisioni di acquisto (dal 30% nel 2006) generare vendite (46% vs 31%) e per aumentare la fedelta' dei clienti (23%).
Sempre in Ottobre e' uscita anche l'indagine intitolata
IAB Internet Advertising Revenue Report
il rapporto di Interactive Advertising Bureau e PricewaterhouseCoopers.

Nel quale tra gli altri dati si scopre che le entrate pubblicitarie riguardanti la prima meta' del 2008 sono aumentate del 15.2% rispetto allo stesso periodo del 2007, passando da $9,993 a $11,510 miliardi

Ma gia' nel 2007 in un report della IBM dal titolo:
The end of advertising as we know it

si sosteneva che nel prossimo quinquennio il mondo pubblicitario avrebbe subito enormi cambiamenti e che i budget pubblicitari si stavano spostando rapidamente verso nuovi formati interattivi a scapito dei media tradizionali.

Da questi dati nasce la prima riflessione, probabilmente si e' capito che i nuovi media, (internet in testa anche grazie ai minor costi) sono la nuova frontiera della pubblicita'. Gli addetti ai lavori gia' da tempo si sfregano le mani ... ma i consumatori cosa c'entrano?

Adesso ci arrivo

Per introdurre la campagna pubblicitaria e l'altra riflessione parto da un articolo del Corriere della Sera di inizio luglio dal titolo:

La rivoluzione della pubblicita'
L'epicentro: nuove tecnologie digitali e consumatori della seconda generazione


Cito un estratto:

La pubblicita' tradizionale, martellante e a colpi di spot, si sta dimostrando sempre meno efficace. E' vero, c'e' la crisi economica che svuota i salvadanai delle famiglie. Ma non e' solo questo. Il pubblico, aiutato dalla tecnologia digitale, sviluppa anticorpi che gli consentono di ridurre la sua esposizione al bombardamento. Con il sistema Tivo, per esempio, gli spettatori americani possono impostare la registrazione dei programmi saltando preventivamente gli spot. E da noi? Un Tivo vero e proprio in Italia non esiste, ma gli abbonati alla televisione via Internet di Fastweb, per esempio, sono in grado di ottenere un risultato simile pigiando il tasto «avanti veloce» dopo aver registrato il programma; ed evitare in questo modo la pubblicita'...

Ma c'e' stata una frase che mi ha colpito particolarmente nell'articolo:
c'e' un consumatore che non vuole piu' farsi consumare.

Oggi come detto piu' volte i consumatori hanno un ruolo nuovo, non piu' passivo ma attivo... ed e' su questo nuovo aspetto che forse bisognerebbe prendere maggiormente in considerazione. Il consumatore non e' piu' un soggetto passivo che subisce la pubblicita'.
Non si puo' piu' bombardare a tappeto e indiscriminatamente il consumatore.

Viste le premesse posso introdurre la campagna pubblicitaria della Doritos, ditta che produce tortillas di mais. (Ovviamente se questa "breve" spiegazione o il sito del produttore non appaga la vostra curiosita', c'e' sempre Wikipedia che ci viene in aiuto con una pagina dedicata ad hoc).

La campagna si basa su un video, prodotto dalla svedese la Papercut che si potrebbe intitolare
fine della pubblicita' on-line
oppure
la rivincita dei consumatori
o meglio ancora
un sito con il mio contenuto

Nel video si spiega che la Doritos ha chiesto (a qualcuno di non ben definito) di creare una campagna pubblicitaria on line, qualcosa che rendesse Doritos parte di internet.

La soluzione di questi fantomatici signori e' stata quella di creare qualcosa di utile che rendesse internet migliore sbarazzandosi di qualcosa che nessuno ama....

cosa sara' mai?....
Non viene detto ma...

il video prosegue affermando che circa il 30% (in qualche caso anche di piu' a mio parere) dello schermo e' riempito di publicita'

visto il dato... questi fantomatici signori si chiedono...

Cosa succederebbe se lo spazio potesse essere riempito con materiale che ti piace?

La risposta la fornisce la Doritos che lo rende possibile.

Visitando il sito www.onlythegoodstuff.com (anche se nel video appare nella barra degli indirizzi appare un altro sito www.wedontlikebanners.com)

si vede che si puo' installare il plug-in per il proprio browser web.

Il plug-in identifica dove sono piazzati i banners e li sostituisce con cio' che piace all'utente
che puo' scegliere se reperire i contenuti su internet o direttamente dal suo pc.

Risultato finale la pagina apparira' con i contenuti scelti dall'utente
Ridando alle persone potere sui loro schermi

Quindi rendendo internet come un sacchetto di Doritos
Riempito solo con le cose che ti piacciono.

Ora ve lo lascio gustare




Non sono riuscito a trovare n'e' l'indirizzo a cui si fa riferimento nel video

www.onlythegoodstuff.com (che rimanda a questo sito http://www.registar.com/ nel quale si afferma che il domino e' registrato presso di loro)

n'e' il secondo sito www.wedontlikebanners.com che sembra non esista piu'

Facendo whois ho scoperto che il dominio e' stato registrato nel 2004 da una societa' di Phoenix e che scadra' nel 2014

Alla fine ho scoperto che si il video e' stato realizzato dall' art director Thomas Jonsson e dal writer Cark Fredrik Jannerfeldt della Berghs School of Communication, di Stoccolma e che ha vinto anche diversi premi (come si po' vedere a sinistra del sito Papercut)

Forse.... questo applicativo non esiste (ancora), ma il video attira l'attenzione, si fa ricordare e sopratutto trasmette un messaggio forte...

in un sacchetto di Doritos c'e' quello che ti piace

Da qui un alta riflessione, cosa accadrebbe se un applicativo simile esistesse sul serio?
Forse:
  • sarebbe la fine della pubblicita' on-line?
  • sarebbe boicottato?
  • si troverebbero nuove forme per fare pubblicita' sul web?
  • i consumatori lo adotterebbero in massa?
Non ho queste risposte, ma incuriosito da questo ipotetico applicativo mi sono imbattuto in un software (da cui forse e dico forse hanno tratto spunto i realizzatori della campagna Doritos)


Si chiama Add-Art ed e' un progetto open source

Si tratta di un add-on gratuito per FireFox di che sostituisce le pubblicita' dei siti internet con immagini di opere d'arte che cambiano ogni 2 settimane.

Sara' l'inizio della fine?

Io non credo (almeno non per adesso), ma queste sono le mie riflessioni.

Come sempre aspetto i vostri suggerimenti, riflessioni e commenti

Peto, scorreggia, flatulenza, scureggia ... Quando la pubblicità ha un odore

Oggi prendo spunto da un commento sul mio ultimo post, dove un anonimo si poneva, tra le altre, le seguenti domande:
"Quante insulse pubblicita' e quante scorregge dovremo ancora sorbirci?"

Ovviamente non ho potuto fornire una risposta né per la prima né per la seconda domanda, ma mi e' sorta la curiosita' di andare a vedere quante pubblicita' che contenessero scoregge ci fossimo già sorbiti (in Italia e altrove).

Dato che come ho già scritto in un precedente post i pubblicitari molto spesso per colpire i consumatori cercano di scioccarli, spiazzarli o divertirli (a volte a discapito del prodotto che non viene ricordato, anzi...) utilizzando i piu' diversi stratagemmi,

vedi ad esempio la pubblicita' delle Skittles

si saranno chiesti, un po' di tempo fa, perche' aspettare ancora infrangiamo anche il tabu' sociale del peto? Ma in quanti lo hanno fatto? Per quali prodotti?

La mia ricerca non poteva iniziare senza andare a leggermi la relativa pagina di Wikipedia dedicata all'argomento in questione, dove si possono trovare interessanti spunti

tra cui merita di essere citata

In molte culture, la flatulenza e' vista come imbarazzante e scortese; cio' e' anche dovuto al fatto che si tratta di un argomento tabu', e quindi un soggetto naturale per il cosiddetto toilet humour. E' il motivo per cui, in molti ambiti, ci si sforza di trattenere un peto in pubblico, assumendo posizioni tali da occultarne eventualmente il rumore e l'odore.” (… ma va?)

e ancora

"Un fenomeno naturale - escatologicamente pertinente - come la flatulenza non poteva passare inosservato neppure per la creativita' dei pubblicitari televisivi che, in tempo diversi, hanno fatto ricorso - in chiave evidentemente comica - ad una sua rappresentazione grafica (e sonora) per reclamizzare i prodotti più disparati, come patatine fritte, caramelle al mentolo e griffe di moda.

Qualcuno mi puo' aiutare a trovare questo spot sulle patatine fritte?

Quindi una volta chiarito il concetto ho iniziato la mia ricerca su YouTube con risultati che neanche io mi aspettavo.

Credo che tutti conoscano lo spot della D&G dove il fidanzato per sollevare dall'imbarazzo la sua ragazza, che dopo una cena messicana emette una “timida” scoreggia, si unisce a lei nell'emissione di gas....

Sembra che chi si ami veramente faccia anche queste cose



Nel caso appena citato si pubblicizzavano orologi, ma anche il cibo puo' utilizzare la scorreggia per “parlare” ho trovato infatti questo spot di un ristorante (ovviamente messicano) in cui si afferma che “il nostro cibo parla da se

Guardate e ascoltate, poi giudicate voi



Ma anche nella pubblicità del latte si puo' trovare la possibilita' di inserire una scorreggia, fosse anche preistorica, come dimostra questo video



Tornando in Italia credo che non necessitino di presentazioni gli ormai famosi gli spot della Vigorsol

lo scoiattolo pompiere



e i pinguini salva ghiaccio



Il famoso scoiattolo ha addirittura un proprio sito internet dove si possono seguire le sue avventure e i suoi peti tra video e giochini flash.

Ora, forse si tratta di un problema mio , ma nella mia mente si e' creata una strana associazione tra Vigorsol e scorregge per cui
  • ho il terrore di mangiare una di queste cingomme che sembra provochino flatulenza immediata
  • a differenza della realta', sembra che dall'ano possa uscire un getto di aria fredda (che ancora ancora puo' andare bene d'estate, ma non ora che l'autunno e' alle porte)
sara' stato questo lo scopo dei pubblicitari della Vigorsol???

Tralasciando i dubbi credo che solo in Italia sia possibile trovare una pubblicita' come questa



Non so voi, ma io non l'avevo mai vista forse
  • perche' quando vedo gli spot delle suonerie per cellulari mi fiondo sul telecomando per cambiare canale (visto che le trovo... come dire non proprio belle)
  • perche' e' stata veramente censurata
sta di fatto che dopo questo spot mi sono ricreduto e dovro' iniziare a guardare anche queste pubblicita'.

Se questo (con qualche irruzione straniera) era il mercato italiano, anche all'estero non si scherza

Credo che molti di voi si ricorderanno questo video che un paio di anni fa aveva fatto il giro del web



che nonostante la popolarita', a mio parere non ha portato ritorni interessanti a chi lo ha commissionato.

Per restare in ambito comico ci sono anche le gare di scorregge danesi, utilizzate in questo caso per sponsorizzare una lotteria, all'insegna dello slogan “sei un tipo vincente?”



La scorreggia puo' essere anche usata per fini sociali come dimostra questa campagna contro il fumo, che ho trovato a dir poco geniale



Ed ecco a voi un primo risultato che ho trovato molto interessante la maggior parte degli spot che utilizzano la scorreggia riguardano bibite

ad iniziare dalla Fanta che in linea con il suo slogan “sentiti libero” propone il peto di una ragazza.



Ma e' la birra che detiene il maggior numero di spot con scoreggia ad iniziare da questa
in cui per esaltare la naturalezza del prodotto si usa una bella donna e le si fanno fare cose naturali...



La medaglia d'oro di questa "ricerca scorreggia" spetta alla Bud Light nel cui sito potete anche trovare altre campagne pubblicitarie divertenti.

Per questa birra ho trovato addirittura quattro video che accostano la birra alle scorregge

sia che le facciano gli animali



gli uomini





o le donne



Concludo questa mia (sporca) ricerca con un video in pieno stile 2.0 dove si usa la partecipazione collettiva, per la creazione di una sinfonia un po' particolare




Tirando le somme posso dire che sembra proprio che il tabu' della scorreggia sia stato infranto molte volte, non so quanto sia stato utile ai prodotti ai cui è stato associato ma come al solito...

Queste sono le mie riflessioni , aspetto i vostri suggerimenti, riflessioni e magari qualche altra segnalazione per rendere più completa questa ricerca.

Aspetto soprattutto i vostri commenti che, per rimanere in tema come direbbe Shrek sono "Meglio fuori che dentro"

Uomini come macchine…Partecipazione o Sfruttamento del Consumatore?

Si sente parlare sempre più spesso (per fortuna) di coinvolgimento e di ascolto dei clienti, di partecipazione delle persone nella creazione e nella comunicazione.

Bene… ma non credo che la nuova campagna pubblicitaria della Emami per il suo prodotto Himani Fast Relief, vada in questa direzione, anche se credo che molte persone si identificheranno nei protagonisti di questo spot

Ad una visione più approfondita questo video, potrebbe quasi fare paura per le sue implicazioni.
Uomini visti come macchinari, mezzi di produzione da sfruttare


A me però piace vederlo in positivo,
Uomini come ingranaggi di un complicato meccanismo, che lavorano e partecipano per lo sviluppo collettivo.

Dite che sto caricando di troppi significati una semplice Pubblicità ?

Ok... andando avanti, il prodotto pubblicizzato è un unguento ayurvedico per i dolori e le infiammazioni muscolari.

Non so esattamente quale messaggio i creatori di questo spot volessero far passare, fatto sta che a mio parere hanno fatto uno splendido lavoro, e che il messaggio che mi ha trasmesso è:

Gli uomini sono diventati macchine, seguendo quello che è il ritmo che impone la vita frenetica.
Ingranaggi del sistema economico in cui non è possibile fermarsi ma in cui bisogna andare avanti.

Andare avanti anche in caso di "guasto" e dolore, "per non rimanere indietro rispetto agli altri"
In questi casi è necessario un "Immediato sollievo dal dolore" (ah.. quanti prodotti farmaceutici hanno utilizzato questo slogan) ed ecco il prodotto ops la soluzione

Non voglio svelarvi troppo quindi vi lascio alla sua visione

Resto in attesa delle vostre interpretazioni e soprattutto dei vostri commenti.



La sfida delle caramelle...Comunicazione: Classica vs Alternativa...Femminilità ammiccante vs Opportunismo surrealista e forse un po' feticista

L'approccio alla comunicazione si sa può essere diverso per via degli strumenti utilizzati, del posizionamento, dei clienti utilizzatori o target cui ci si rivolge ecc.

Voglio proporvi due campagne marketing completamente diverse ma che riguardano un prodotto simile... le caramelle. Li tratto insieme anche probabilmente le rispettive case produttrici si rivolgono a mercati diversi

La prima è della M&Ms che per il lancio della nuova linea di prodotti "M&Ms Premiums" ha utilizzato la versione femminile (un'ammiccante confetto verde) dei suoi famosi e storici testimonials

Red e Yellow
 
Si tratta di Green, personaggio nuovo per noi in Italia ma non in America dove sono presenti oltre a Red e Yellow anche

Orange (US)
Blue (US)

e appunto
Green (US)

Ma ecco il video dello spot




La concorrente Skittles ha invece puntato su uno spot che non so se definire virale, sicuramente è strano e colpisce (sia in negativo che in positivo) fa parlare di se (anche se non farei mai quello che fa il ragazzo dal golfino giallo e sottolineo MAI!!!)

Non so neanche se riuscirei a mangiare nuovamente queste caramelle, anche se so che invece ci saranno centinaia di fanatici che correrrano ad acquistarle)

Questo è lo spot



Si tratta ovviamente di due differenti modi per far parlare di se, uno che definirei "classico" e uno "alternativo"

Classico
Utilizza gli strumenti della fedeltà al prodotto, del ricordo, utilizzando i famosi personaggi animati della M&M's, ormai entrati nell'immaginario collettivo.

Questa campagna non fa altro che portare avanti la "normale" comunicazione un po' scherzosa aggiungendo un'altro prodotto / soggetto da scoprire

Tra l'altro M&M's permette anche una forma di partecipazione e immedesimazione delle persone con il marchio / prodotto, nonchè di diffusione della marca, visto che sul suo sito americano è possibile diventare un vero e proprio M&M's mixando le diverse caratteristiche e creare un proprio avatar.


Alternativo
Utilizza un'altro strumento quello dell'insolito, della trasgressione (in tutti i sensi) che può essere più o meno efficace per un prodotto facilmente rimpiazzabile come quello delle caramelle

Questa campagna invece porta avanti un tipo di comunicazione alternativa, anche se comunque in linea con le altre utilizzate in precedenza e tutte direi abbastanza "alternative". Provate a cercare su You Tube Skittles e giudicate voi.

A mio parere comunque la seconda si ricorda sicuramente più della prima e visto che per essere acquistati bisogna essere ricordati dai consumatori a voi le ulteriori considerazioni.

Per finire altri due piccoli pensieri:
Secondo voi è possibile che le Skittles:
  • si vogliano rivolgere ad una nicchia di mercato quella dei feticisti dei piedi ,-)
  • ci vogliano mettere in guardia dagli amici opportunisti che vogliono approfittare di noi e delle nostre Skittles

A voi questi spot cosa suscitano?
  • Il desiderio di mangiare M&M's ?
  • Il desiderio di mangiare s Skittles ?
  • Il desiderio di provarli entrambi ?
  • Nessuna di queste ?
Aspetto le vostre risposte e commenti.

Se il dottore sponsorizza una bibita... da bere lentamente

Cosa c'è di meglio in questi tempi in cui tutti sono attenti alla propria salute, a mangiare e bere "sano" di un dottore che sponsorizza una bibita...?

Beh da noi in Italia sarebbe alquanto strano, soprattutto se il dottore in questione è un famoso giocatore di basket.

Svelo il mistero, sto parlando della nuova campagna pubblicitaria della famosa e forse più antica bibita americana


Per la sua nuova campagna cosa hanno pensato quei volponi del marketing?

Siamo una bibita che si chiama Dr Pepper, siamo sul mercato da un sacco di tempo, ci serve un'idea per dare freschezza al prodotto.

E quale migliore idea che usare come testimonial un dottore?
Ma non un dottore qualsiasi (sfido a trovarne uno che ci metta la faccia, e poi che messaggio potrebbe dare?)

I volponi, invece, hanno giocato sul filo della confusione dei ruoli e hanno ingaggiato Julius Erving meglio conosciuto come "DR J", famoso giocatore della NBA ("National Basketball Association")

Nello spot DR J comincia affermando:

"Test scientifici hanno dimostrato che quando si beve Dr Pepper lentamente, i 23 sapori si gustano ancora meglio."

I "test scientifici", per quello che ho potuto scoprire, sono in realtà uno studio di una società che conduce ricerche di mercato, che ha fatto una ricerca sul gusto dei cibi e delle bevande per il marketing.

L'impresa ha posto a circa 50 persone 400 domande sulle loro abitudini e il risultato è stato che i bevitori più lenti della famosa bibita tendono anche ad essere i maggiori consumatori.

Quindi idea brillante, nella sua semplicità:

puntiamo sulla lentezza, facciamo si che i consumatori apprezzino ancora di più il gusto della nostra bibita,

Conseguenza attesa: i nostri maggiori consumatori aumenteranno.

Tornando allo spot, è la conclusione, a mio parere, la parte più geniale (senza nulla togliere al fantastico tiro).
Dopo lo slogan Slowly is better "Lentamente è meglio"

Dr J conclude con la famosa frase
Trust me, I'm a Doctor "Fidati Sono un medico"

La campagna non si esaurisce qui, é previsto un altro spot che coinvolgerà l'attore Kelsey Grammer
tra le altre cose famoso in Italia per la serie TV Frasier in cui interpreta (pensate un po') il ruolo di un dottore, uno psicologo che conduce un programma radiofonico.

PS
Se ve lo stesse domandando la musica di sottofondo (un'ottima scelta a mio parere) è Sirius del gruppo
"The Alan Parsons Project"

Ma ora basta parole, gustatevi lo spot e come sempre fatemi sapere cosa ne pensate...




Aggiornamento con altri "dottori"

Gene Simmons (Dottor Love)



Dr Dree


Marketing Farmaceutico

Da un po' di tempo è sparito questo spot del primo farmaco della Coop




Forse anche per le proteste dell'associazione AltroConsumo

Questa "scomparsa" riaccende il dibattito sul Marketing Farmaceutico, tema ripreso anche in un recente articolo di Repubblica anche se riguarda solo i farmaci che possono essere pubblicizzati.

Bisogna ricordare che nel nostro Paese il Marketing Farmaceutico è sottoposto ad una rigida regolamentazione, che vieta la pubblicità dei farmaci da prescrizione (cioè di quelli che si vendono dietro prescrizione medica.)

A proposito di marketing farmaceutico, mi ha colpito questa affermazione:
"La pubblicità dei farmaci diretta al pubblico ...segue in maniera singolare le leggi del marketing"

Almeno questo è quanto sostiene una ricerca, di cui da notizia un articolo del Pensiero Scientifico Editore intitolato le vie della pubblicità sono infinite


Questa "scoperta", a mio parere forse un po' scontata non tiene contro del fatto che per il consumatore il farmaco non è altro che un prodotto come un altro, che soddisfa un suo bisogno.

Secondo voi i farmaci sono un "prodotto" come qualsiasi altro?

Una cosa è certa i consumatori vogliono più informazione il problema è
Chi deve fornire questa informazione?

Non siate frettolosi a rispondere, bisogna tenere in considerazione più aspetti, ve ne sottopongo due :

  1. Chi meglio delle case farmaceutiche può fornire informazioni precise su un farmaco?
  2. Chi più delle case farmaceutiche ha interesse a che si vendano farmaci?
Che ruolo ha il Marketing in tutto questo?

Beh a mio parere ha un ruolo IMPORTANTISSIMO non fosse altro perché per come lo intendo io è l'impronta stessa dell'azienda, è lo strumento che differenzia un prodotto di successo da un altro .
Come tutti gli strumenti poi tutto dipende da come li si
usa

Negli Usa le aziende farmaceutiche (e a mio parere, le loro sezioni marketing) hanno compreso l'importanza di un informazione trasparente. Sono in numero crescente le aziende farmaceutiche firmatarie del nuovo
Physician Payments Sunshine Act per la regolamentazione dei rapporti tra medici e Aziende Farmaceutiche

E i consumatori che ruolo hanno?
Sicuramente non di meri spettatori, ma di agenti attivi. Come dimostra anche la recente nascita del sito
Marketing Overdose
contro il marketing irresponsabile delle aziende farmaceutiche ripresa anche dall'associazione Altroconsumo

Voi cosa ne pensate? ...

A voi l'ardua sentenza

Se vi interessa qualche altro dato sul ruolo dei consumatori, gli strumenti del Web 2.0 e le aziende farmaceutiche potete dare un'occhiata alla mia presentazione
"Web 2.0 e aziende farmaceutiche"


... e magari farmi sapere cosa ne pensate.

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