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Internet & salute... Non cadere nella "rete" della disinformazione



Nei miei post ho gia' parlato di quanto possa essere importante e allo stesso potenzialmente pericolosa l'informazione sulla salute reperibile grazie a Internet.

Prima dell'avvento di Internet la conoscenza era limitata ai soli medici mentre ora e' disponibile a tutti grazie al Web.

Ora le persone possono svolgere un ruolo maggiormente attivo per la loro salute ampliando le proprie conoscenze su una patologia, una cura, un medicinale.

Chi naviga alla ricerca di informazioni sulla salute pero' molto spesso e' solo.

Solo nello stabilire:
  • cosa, come o chi cercare;
  • quali informazioni siano credibili;
  • quali informazioni siano esclusivamente di marketing;
  • la fonte (a volte anonima) dell'informazione.
Oggi prendo spunto da una ricerca e da un articolo per parlare dell'importanza di una corretta informazione e della necessita' di conoscere le fonti delle notizie; argomento che ho iniziato a trattare in questo post.

Ma prima permettetemi una piccola parentesi.

Come dovrebbe essere l'informazione sulla salute?

A me piace la definizione di Thomas Goetz direttore esecutivo della rivista Wired espressa durante una TED Conference.

Purtroppo non ci sono i sottotitoli in italiano, ma la conferenza puo' essere seguita anche da chi ha una conoscenza base dell'inglese.



Chiusa la parentesi, torno all'argomento principale.

Le persone, coinvolte direttamente o indirettamente con una patologia,  sono le maggiori ricercatrici  (e molto spesso fornitrici) di informazioni.

In Italia la percentuale di persone che ricerca informazioni mediche on line e' alta:

….gli utenti che utilizzano internet per cercare informazioni in materia di salute e assistenza sono il 34% della popolazione mentre il 12,6% individua in internet il primo strumento per informarsi su tematiche mediche.

Ma come avviene la ricerca di queste informazioni?

Alcuni dati li fornisce una ricerca realizzata da BUPA, una societa sanitaria internazionale.

La ricerca dal titolo “Bupa Health Pulse 2010” ha coinvolto 12.262 persone in 12 paesi (Australia, Brasile, Cina, Francia, Germania, India, Italia,
Messico, Russia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti) tra il 10 giugno 
e 14 Luglio 2010

Leggendo il comunicato stampa per l'Italia si scopre che In italia la ricerca ha coinvolto 1017 persone.

Queste 1017 persone utilizzano Internet per:
  •  la ricerca di consigli/notizie sulla salute, farmaci e condizioni mediche (81%)
  •  cercare informazioni su un farmaco (65%)
  •  fare un auto-diagnosi (47%)
  •  per cercare informazioni su un ospedale o una clinica il (42%)
Il dato che pero' mi interessa sottolineare di tutta la ricerca e' questo:

Solo un italiano su quattro dichiara di controllare le fonti da cui arrivano queste informazioni. 


La conoscenza della fonte da cui proviene l'informazione come gia' detto e' molto importante, ma sembra che gli "italiani" la pensino diversamente.

Le informazioni reperibili sul Web, (ma anche su altri mezzi di informazione), possono essere vecchie, non complete, di parte, sbagliate.

Quando non si e' certi delle fonti da cui provengono le informazioni si possono correre gravi pericoli come in questo caso

Si possono trovare informazioni inaccurate come dimostra questa ricerca (abstract, full text) sui siti che trattano del tumore al seno.

Quindi quando si cercano informazioni sulla salute su Internet bisogna essere consapevoli dei possibili rischi che si possono correre, come spesso sottolineano anche dai medici in carne e ossa.

I rischi possono derivare non solo dall'inaffidabilita' delle fonti, ma piu' in generale dalla disinformazione.

Un esempio in tal senso riguarda i farmaci.
I dati che emergono da questo articolo di Repubblica a mio parere sono un po' preoccupanti:
  • ...
  • 40% degli italiani non sa che l'acquisto di farmaci on line e' illegale.
  • 6% degli intervistati pensa che la vendita sia legale,
  • 34% e' convinto che si possano vendere on line solo medicinali senza obbligo di ricetta.
  • 19% sa che si tratta di una pratica illegale
  • 41%, non sa nulla in proposito.
  • E ancora, nel 33% dei casi, gli italiani pensano che comprare medicinali su un sito Web sia una cosa positiva e vantaggiosa.
Quindi per prima cosa è necessario essere informati sulle tematiche che si stanno ricercando e in secondo luogo verificare la fonte dell'informazione.

Per verificare che la fonte di informazione sia attendibile si puo' utilizzare un po' di buon senso ad esempio facendosi alcune domande ad esempio:
  • chi c'e' dietro il sito?
  • e' presente il nome di chi ha scritto l'articolo?
  • c'e' una data di pubblicazione?
  • e' presente la certificazione HON?
In rete si trovano anche consigli e strumenti per valutare la qualita' dell'informazione sulla salute.

Mi permetto di consigliarvi il misura siti uno strumento offerto dal sito Partecipasalute per valutare la qualita', la correttezza e aggiornamento dell'informazione medica in rete.

Infine un consiglio non sostituite mai il vostro medico con Internet, e quando utilizzate Internet parlate con lui di quello che avete letto.
    A proposito dei medici e Internet, i primi stanno iniziando ad essere sempre piu' presenti sulla rete e molti interagiscono e scambiano informazioni con i pazienti utilizzando i social media.

    Sopratutto in  America molti medici partecipano ai social network chiusi (come Sermo) o aperti come Facebook , utilizzano Twitter o hanno un blog.

    Per venire incontro a questa tendenza l'AMA (American Medical Association) la piu' grande associazione di medici e studenti di medicina negli Stati Uniti ha rilasciato una serie di linee guida per i medici che utilizzano i social media per preservare l'integrita' del rapporto medico - paziente.


    Voi cosa ne pensate?



    Qual'e' il vostro approccio quando cercate su Internet informazioni sulla salute?

    Come sempre i vostri contributi, opinioni, suggerimenti sono attesi e graditi.

    Marketing Farmaceutico

    Da un po' di tempo è sparito questo spot del primo farmaco della Coop




    Forse anche per le proteste dell'associazione AltroConsumo

    Questa "scomparsa" riaccende il dibattito sul Marketing Farmaceutico, tema ripreso anche in un recente articolo di Repubblica anche se riguarda solo i farmaci che possono essere pubblicizzati.

    Bisogna ricordare che nel nostro Paese il Marketing Farmaceutico è sottoposto ad una rigida regolamentazione, che vieta la pubblicità dei farmaci da prescrizione (cioè di quelli che si vendono dietro prescrizione medica.)

    A proposito di marketing farmaceutico, mi ha colpito questa affermazione:
    "La pubblicità dei farmaci diretta al pubblico ...segue in maniera singolare le leggi del marketing"

    Almeno questo è quanto sostiene una ricerca, di cui da notizia un articolo del Pensiero Scientifico Editore intitolato le vie della pubblicità sono infinite


    Questa "scoperta", a mio parere forse un po' scontata non tiene contro del fatto che per il consumatore il farmaco non è altro che un prodotto come un altro, che soddisfa un suo bisogno.

    Secondo voi i farmaci sono un "prodotto" come qualsiasi altro?

    Una cosa è certa i consumatori vogliono più informazione il problema è
    Chi deve fornire questa informazione?

    Non siate frettolosi a rispondere, bisogna tenere in considerazione più aspetti, ve ne sottopongo due :

    1. Chi meglio delle case farmaceutiche può fornire informazioni precise su un farmaco?
    2. Chi più delle case farmaceutiche ha interesse a che si vendano farmaci?
    Che ruolo ha il Marketing in tutto questo?

    Beh a mio parere ha un ruolo IMPORTANTISSIMO non fosse altro perché per come lo intendo io è l'impronta stessa dell'azienda, è lo strumento che differenzia un prodotto di successo da un altro .
    Come tutti gli strumenti poi tutto dipende da come li si
    usa

    Negli Usa le aziende farmaceutiche (e a mio parere, le loro sezioni marketing) hanno compreso l'importanza di un informazione trasparente. Sono in numero crescente le aziende farmaceutiche firmatarie del nuovo
    Physician Payments Sunshine Act per la regolamentazione dei rapporti tra medici e Aziende Farmaceutiche

    E i consumatori che ruolo hanno?
    Sicuramente non di meri spettatori, ma di agenti attivi. Come dimostra anche la recente nascita del sito
    Marketing Overdose
    contro il marketing irresponsabile delle aziende farmaceutiche ripresa anche dall'associazione Altroconsumo

    Voi cosa ne pensate? ...

    A voi l'ardua sentenza

    Se vi interessa qualche altro dato sul ruolo dei consumatori, gli strumenti del Web 2.0 e le aziende farmaceutiche potete dare un'occhiata alla mia presentazione
    "Web 2.0 e aziende farmaceutiche"


    ... e magari farmi sapere cosa ne pensate.

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