Peto, scorreggia, flatulenza, scureggia ... Quando la pubblicità ha un odore

Oggi prendo spunto da un commento sul mio ultimo post, dove un anonimo si poneva, tra le altre, le seguenti domande:
"Quante insulse pubblicita' e quante scorregge dovremo ancora sorbirci?"

Ovviamente non ho potuto fornire una risposta né per la prima né per la seconda domanda, ma mi e' sorta la curiosita' di andare a vedere quante pubblicita' che contenessero scoregge ci fossimo già sorbiti (in Italia e altrove).

Dato che come ho già scritto in un precedente post i pubblicitari molto spesso per colpire i consumatori cercano di scioccarli, spiazzarli o divertirli (a volte a discapito del prodotto che non viene ricordato, anzi...) utilizzando i piu' diversi stratagemmi,

vedi ad esempio la pubblicita' delle Skittles

si saranno chiesti, un po' di tempo fa, perche' aspettare ancora infrangiamo anche il tabu' sociale del peto? Ma in quanti lo hanno fatto? Per quali prodotti?

La mia ricerca non poteva iniziare senza andare a leggermi la relativa pagina di Wikipedia dedicata all'argomento in questione, dove si possono trovare interessanti spunti

tra cui merita di essere citata

In molte culture, la flatulenza e' vista come imbarazzante e scortese; cio' e' anche dovuto al fatto che si tratta di un argomento tabu', e quindi un soggetto naturale per il cosiddetto toilet humour. E' il motivo per cui, in molti ambiti, ci si sforza di trattenere un peto in pubblico, assumendo posizioni tali da occultarne eventualmente il rumore e l'odore.” (… ma va?)

e ancora

"Un fenomeno naturale - escatologicamente pertinente - come la flatulenza non poteva passare inosservato neppure per la creativita' dei pubblicitari televisivi che, in tempo diversi, hanno fatto ricorso - in chiave evidentemente comica - ad una sua rappresentazione grafica (e sonora) per reclamizzare i prodotti più disparati, come patatine fritte, caramelle al mentolo e griffe di moda.

Qualcuno mi puo' aiutare a trovare questo spot sulle patatine fritte?

Quindi una volta chiarito il concetto ho iniziato la mia ricerca su YouTube con risultati che neanche io mi aspettavo.

Credo che tutti conoscano lo spot della D&G dove il fidanzato per sollevare dall'imbarazzo la sua ragazza, che dopo una cena messicana emette una “timida” scoreggia, si unisce a lei nell'emissione di gas....

Sembra che chi si ami veramente faccia anche queste cose



Nel caso appena citato si pubblicizzavano orologi, ma anche il cibo puo' utilizzare la scorreggia per “parlare” ho trovato infatti questo spot di un ristorante (ovviamente messicano) in cui si afferma che “il nostro cibo parla da se

Guardate e ascoltate, poi giudicate voi



Ma anche nella pubblicità del latte si puo' trovare la possibilita' di inserire una scorreggia, fosse anche preistorica, come dimostra questo video



Tornando in Italia credo che non necessitino di presentazioni gli ormai famosi gli spot della Vigorsol

lo scoiattolo pompiere



e i pinguini salva ghiaccio



Il famoso scoiattolo ha addirittura un proprio sito internet dove si possono seguire le sue avventure e i suoi peti tra video e giochini flash.

Ora, forse si tratta di un problema mio , ma nella mia mente si e' creata una strana associazione tra Vigorsol e scorregge per cui
  • ho il terrore di mangiare una di queste cingomme che sembra provochino flatulenza immediata
  • a differenza della realta', sembra che dall'ano possa uscire un getto di aria fredda (che ancora ancora puo' andare bene d'estate, ma non ora che l'autunno e' alle porte)
sara' stato questo lo scopo dei pubblicitari della Vigorsol???

Tralasciando i dubbi credo che solo in Italia sia possibile trovare una pubblicita' come questa



Non so voi, ma io non l'avevo mai vista forse
  • perche' quando vedo gli spot delle suonerie per cellulari mi fiondo sul telecomando per cambiare canale (visto che le trovo... come dire non proprio belle)
  • perche' e' stata veramente censurata
sta di fatto che dopo questo spot mi sono ricreduto e dovro' iniziare a guardare anche queste pubblicita'.

Se questo (con qualche irruzione straniera) era il mercato italiano, anche all'estero non si scherza

Credo che molti di voi si ricorderanno questo video che un paio di anni fa aveva fatto il giro del web



che nonostante la popolarita', a mio parere non ha portato ritorni interessanti a chi lo ha commissionato.

Per restare in ambito comico ci sono anche le gare di scorregge danesi, utilizzate in questo caso per sponsorizzare una lotteria, all'insegna dello slogan “sei un tipo vincente?”



La scorreggia puo' essere anche usata per fini sociali come dimostra questa campagna contro il fumo, che ho trovato a dir poco geniale



Ed ecco a voi un primo risultato che ho trovato molto interessante la maggior parte degli spot che utilizzano la scorreggia riguardano bibite

ad iniziare dalla Fanta che in linea con il suo slogan “sentiti libero” propone il peto di una ragazza.



Ma e' la birra che detiene il maggior numero di spot con scoreggia ad iniziare da questa
in cui per esaltare la naturalezza del prodotto si usa una bella donna e le si fanno fare cose naturali...



La medaglia d'oro di questa "ricerca scorreggia" spetta alla Bud Light nel cui sito potete anche trovare altre campagne pubblicitarie divertenti.

Per questa birra ho trovato addirittura quattro video che accostano la birra alle scorregge

sia che le facciano gli animali



gli uomini





o le donne



Concludo questa mia (sporca) ricerca con un video in pieno stile 2.0 dove si usa la partecipazione collettiva, per la creazione di una sinfonia un po' particolare




Tirando le somme posso dire che sembra proprio che il tabu' della scorreggia sia stato infranto molte volte, non so quanto sia stato utile ai prodotti ai cui è stato associato ma come al solito...

Queste sono le mie riflessioni , aspetto i vostri suggerimenti, riflessioni e magari qualche altra segnalazione per rendere più completa questa ricerca.

Aspetto soprattutto i vostri commenti che, per rimanere in tema come direbbe Shrek sono "Meglio fuori che dentro"

Il virus dell'ospitalità... una scoreggia per sentirsi a casa

Chi di voi non è mai stato in un hotel o in un albergo?
Beh se c'è qualcuno che non c'è mai stato, avrà almeno visto la pubblicità di una catena alberghiera.

Indipendentemente dall'interrogativo, credo che ognuno di voi si sarà fatto un'idea degli hotel / alberghi, posti più o meno cari, più o meno curati, in cui soggiornare per i più svariati motivi.

Ma quali sono i pensieri che accomunano ognuno di noi quando va in un hotel / albergo?

Da un piccolo sondaggio e da alcune esperienze (entrambe personali quindi con un valore in generale limitato) ho potuto scoprire che gli elementi comuni sono
  • la preoccupazione per la pulizia
  • il non sentirsi a casa propria
Una volta trovati questi elementi, se fossi il marketing manager di una catena alberghiera punterei su questi due elementi per la promozione della mia struttura

ma...
  1. non sono un marketing manager
  2. anche se lo fossi, non potrei basarmi su dati così personali e limitati
  3. ho scoperto che qualcuno ci ha già pensato

Visto che credo di non dovermi soffermare sul primo e sul secondo punto passo subito al terzo

La catena Extended Stay Hotels ha puntato su questi due elementi (pulizia, sentirsi a casa propria) per la sua campagna di comunicazione

Iniziamo dal primo, la "pulizia"

Voi quali pensate siano le zone più a rischio di una camera di un hotel / albergo
  • il letto ?
  • la televisione?
  • il bagno ?
  • gli asciugamani?
non ho la risposta, anche se credo molti di voi avranno pensato al bagno...

bene ad agosto si poteva vedere in rete questo video



che credo sia abbastanza esplicativo ...

Ripercorre tutte le possibili zone oscure di pulizia, (anche quelle a cui io non avrei mai pensato) compresa la famigerata tavoletta del wc che non leccherei neanche se l'avessi pulita io...

Ora durante la visione del video (che credevo un normalissimo filmato di un utente qualsiasi) dopo un primo pensiero circa la sanità mentale della protagonista sono passato a pensare ad un suo "latente" feticismo

Mi sono dovuto ricredere visto che il video si conclude con la protagonista che sorridente afferma "veramente pulito" e che mostra il palmo della sua mano dove si legge extstay.com sito che una volta digitato reindirizza "stranamente" al sito della Extended Stay Hotels e qui finalmente ho capito che si trattava di una campagna virale.

Ottima strategia virale, le visite ad oggi sono state 1423 che per un video su YouTube non sono male, considerando anche il ristretto budget utilizzato.

Ma non si finisce qui

Passiamo al secondo punto, "il non sentirsi a casa propria"

Sulla home page dalla catena capeggia questo slogan

Less like a hotel, more like home
(Meno simile ad un albergo, più simile a casa)

In merito a questo punto cito un passaggio del blog di Michela Murgia che trovo molto adatto anche se a modo suo contraddice quanto penso

...mi capita spesso di svegliarmi senza potermi ricordare immediatamente di dove mi trovo. Apro gli occhi, guardo il soffitto della camera dell’albergo e cerco di fare mente locale: dove mi trovo? Gli hotel alla lunga non aiutano: essendo fatti apposta per “farti sentire a casa ovunque”, ottengono l’inquietante risultato che se ci trascorri abbastanza tempo, alla fine rischi che casa tua ti sembra la casa di qualcun altro, perché non ci ritrovi gli ormai familiari 40 gradi di temperatura media delle stanze e lo shampoo monodose in bagno.

Dopo questa breve digressione ho continuato a fare ricerche, per trovare altri elementi che sottolineassero l'importanza data da questa catena alberghiera al problema di non sentirsi a casa propria...

Tra le altre cose mi sono chiesto e vi chiedo...
cosa vi fa sentire maggiormente a casa vostra?
  • il poter girare in mutande?
  • aprire il frigo quando ne avete voglia?
  • sapere dove sono esattamente le cose?
  • altro?
non so cosa abbiate risposto, per quanto mi riguarda, mi fa sentire a casa mia, il poter fare quello che voglio.

La ricerca è risultata fruttuosa visto che ho trovato quest'altro video




che ad oggi conta 227.941 visite.
In questo filmato il concetto del sentirsi a casa è riassunto dal comportamento di poter scorreggiare in santa pace.

Riassumendo partendo da un video (che credevo amatoriale) ho scoperto una campagna virale che mi ha fatto capire:

dal punto di vista antropologico che gli americani quando sono in un hotel / albergo
  • amano leccare un po' tutto ;-)
  • fanno delle scoregge capaci tra le altre cose di spegnere candele e spostare tende ;-)
dal punto di vista del viral marketing
  • che con un investimento limitato la catena Extended Stay Hotels è riuscita a trasmettere ad un buon numero di potenziali clienti, due messaggi fondamentali relativamente ai suoi hotel / alberghi:
1 la pulizia (direi a prova di maniaco)
2 la sensazione di sentirti a casa propria

Queste sono le mie riflessioni siete d'accordo?
Siete in disaccordo?
Cosa ne pensate?

I vostri commenti, suggerimenti e riflessioni sono attesi e graditi.
Solo una cosa... non fate come se foste a casa vostra ;-)

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