Se imitare e' adulare copiare e' amare? Audi suona come Chrysler... Mitsubishi, Renault, Nissan hanno avuto la stessa idea... Possibile?


Oggi voglio parlarvi di alcune campagne pubblicitarie che hanno suscitato il mio interesse perche' hanno degli elementi cosi' simili da suscitare qualche interrogativo.

Charles Caleb Colton diceva "L'imitazione e' la piu' sincera delle adulazioni."

La domanda che mi pongo in questo post e' se imitare e' adulare, copiare e' amare, mancanza di idee o pura coincidenza?

Ma andiamo con ordine, le campagne pubblicitarie di cui parlero' in questo post riguardano case automobilistiche.

Primo caso

Parto dalla campagna della Chrysler che ha utilizzato Eminem e la sua musica per pubblicizzarsi durante il Super Bowl.

Questo e' il video



Il 18 maggio la casa automobilistica Audi ha organizzato a Berlino un evento, riservato ad un pubblico selezionato, per presentare l'Audi A6 Avant. Durante questo evento e' stato presentato anche un video che sfortunatamente e' stato condiviso su Youtube

Questo e' il video



Bene... dopo averli visti entrambi cosa ne pensate?

Sono simili? Hanno qualche elemento in comune?

Forse si, almeno secondo la Eight Mile Style, societa' che cura i diritti per le canzoni di Eminem.
La societa' sostiene che Audi ha utilizzato una interpretazione non autorizzata di "Lose Yourself" e per questo ha depositato una causa per il risarcimento del danno.

La Chrysler invece, nonostante sia a conoscenza del video dell'Audi, non ha fatto niente.

Su AllHipHop News viene riportata la difesa della Audi , secondo il sito un rappresentante della casa automobilistica ha sostenuto che il video non rappresenta uno spot per l'Audi A6, il quale non e' stato trasmesso in America oltre al fatto che che la sezione Audi of America non e' coinvolta.

La vicenda si e' recentemente conclusa con una transazione i cui termini non sono stati resi noti ma dalla quale risulta che Audi si impegnera' al rilancio di Detroit contribuendo al finanziamento di selezionati progetti sociali.

In questo caso più che di adulazione o amore a mio parere si è trattato di superficialità.

Se il primo caso poteva dare adito a qualche dubbio sulle intenzioni dell'Audi, ora voglio parlarvi di un caso a mio parere piu' eclatante di “pubblicita' simili”.

Siamo sempre nel campo automobilistico e l'oggetto sono le auto elettriche, ma anche in questo caso andiamo con ordine

Secondo caso
Questi sono gli spot:

Mitsubishi i-miev


i-miev di joelapompe

Renault - ZE




Nissan LEAF



Cosa ne pensate?

A me pare di vedere sempre lo stesso spot ma con marchi diversi.
Non so cosa ne pensiate, ma sta di fatto che a mio parere i tre spot sono veramente “molto simili”.

Vi ripropongo la domanda iniziale se imitare e' adulare, copiare e' amare o solo mancanza di idee o pura coincidenza?

Voi cosa ne pensate?
A voi e agli avvocati specializzati in proprieta' intellettuale lascio la risposta a questi interrogativi.

Infine, mi permetto di consigliarvi un sito per monitorare campagne pubblicitarie  Joe La Pompe che raccoglie e mette a confronto pubblica' che appaiono "molto simili".

Forse il mondo non finira' nel 2012, Google Health si!

Oggi voglio parlarvi di Google Health e della sua prematura fine fissata per il 2012.

Nel 2008 quando ho pubblicato la presentazione "Web 2.0 e aziende farmaceutiche" avevo inserito tra gli strumenti emergenti anche Google Health che era stato da poco lanciato dalla casa di Mountain View.

Del progetto Google Health si parlava gia' dal 2007 come potete leggere QUI.

Per chi non lo sapesse o non lo ricordasse Google Health e' un progetto per l'organizzazione e la gestione delle proprie informazioni mediche.

Si basa sul principio che le persone possono fare scelte migliori per gestire la propria salute se hanno a disposizione dati e informazioni migliori.

In rete potere trovare dei video esplicativi del servizio come questo in cui Roni Zeiger product manager di Google illustra il prodotto,



ma io preferisco i nuovi video come ad esempio questo.



Nel settembre 2010, dal suo blog, Google annunciava un aggiornamento del servizio, la modifica dell'interfaccia, l'aggiunta di nuove funzioni riguardanti il benessere/fitness e l'accordo con ulteriori partner e fornitori di dati.

Poi piu' nulla.

8 mesi piu' tardi, a maggio 2011 mi sono imbattuto in un articolo di John Moore dal titolo "Google Health Put in Stasis" che puo' essere liberamente tradotto in Google Health messo in animazione sospesa.

Come riassunto dal titolo John sostiene che il progetto Google Health e' stato congelato.

Queste le sue argomentazioni:
  • un anno fa, in un post precedente aveva annunciato la stasi del progetto Google Health a cui si dedicavano poche risorse e non erano state implementate funzionalita'. Google aveva risposto che il progetto di Google Health era vivo e vegeto che si stava muovendo verso una nuova direzione. (culminata nell'aggiornamento del settembre 2010),
  • a marzo sono circolate delle voci sull'imminente morte del progetto,
  • infine ciliegina sulla torta, hanno ricevuto una email, da uno dei portavoce piu' visibili di Google Health, Missy Krasner che stava lasciando Google.
La situazione non sembrava delle piu' rosee, John concludeva infatti, che forse Google Health non era morto ma sicuramente posto n uno stato di animazione sospesa.

Il 24 giugno dalle pagine del blog di Google si poteva leggere un post dal titolo "An update on Google Health and Google PowerMeter" pensavo che si trattasse di un ulteriore miglioramento del servizio, invece mi sbagliavo infatti si annunciava la chiusura di entrambi i servizi.

Con poche righe si spiegano le motivazioni della chiusura:

Now, with a few years of experience, we’ve observed that Google Health is not having the broad impact that we hoped it would. There has been adoption among certain groups of users like tech-savvy patients and their caregivers, and more recently fitness and wellness enthusiasts. But we haven’t found a way to translate that limited usage into widespread adoption in the daily Health routines of millions of people. That’s why we’ve made the difficult decision to discontinue the Google Health service.

Che tradotte suonano più o meno così:

Ora, con qualche anno di esperienza, abbiamo osservato che Google Health non sta avendo il forte impatto che speravamo avrebbe avuto. C'e' stata l'adozione da parte di alcuni gruppi di utenti esperti di tecnologia, pazienti e di chi si prende cura di loro, e piu' recentemente degli appassionati di fitness e di benessere. Ma non abbiamo trovato il modo di tradurre l'uso limitato in adozione diffusa nella routine quotidiana della salute di milioni di persone. Ecco perche' abbiamo preso la difficile decisione di interrompere il servizio Google Health.

Collegandosi oggi alla pagina di Google Health si puo' visualizzare questa schermata.


Insomma la fine e' stata decretata e ora si sprecano le motivazioni sull'abbandono da parte Google di questo progetto.

In questa intervista Adam Bosworth, che ha inizialmente guidato il progetto di Google Health, illustra le ragioni per cui ritiene che il progetto sia fallito.



In sintesi le motivazioni di Adam sono:
Google ha offerto un posto per memorizzare i dati, ma non era ne' divertente ne' abbastanza social.
La gente non vuole un posto dove memorizzare i dati sanitari, vuole la salute ma anche qualcosa di piu': l'incoraggiamento e la pressione degli amici.

Non so quanto possa essere corretta l'interpretazione di Adam che pero' sulla base di questi principi ha fondato una nuova start up sulla salute Keas.

Questo video puo' aiutare a capire maggiormente il pensiero e l'idea di Adam.



Si tratta di un gioco social, basato sul rinforzo positivo, in cui si ottengono punti al raggiungimento di obiettivi salutari.

Se volete visitare il sito seguite questo link

Come si vede un approccio e uno scopo completamente diverso da quello perseguito da Google Health.

Microsoft HealthVault  concorrente di Google Health ora si sfrega le mani, ha già predisposto le procedure per accogliere i dati sanitari degli utenti che in precedenza utilizzavano il servizio di Google, come si puo' leggere nel suo sito.

Google Health e Microsoft HealthVault forse sono i servzi di conservazione dei dati sanitari piu' conosciuti, ma ci sono anche altre realta' come Dossia e World Medical Card.

Anche in Europa si stanno sviluppando progetti per la conservazione dei dati sanitari, un esempio e' MyCare, un progetto nel quale si sta studiando un dispositivo elettronico, una specie bancomat dei dati sanitari, che puo' registrare tutta la storia clinica di una persona.
Maggiori informazioni su MyCare le potete trovare in questo articolo di Repubblica.

Qualunque sara' il futuro dell'utilizzo dei dati sanitari e' sicuramente un settore che si sviluppera' molto nei prossimi anni.

Per concludere questo post vi lascio con  John Halamka che in questa intervista su Repubblica illustra quelli che ritiene i vantaggi e i problemi dell'e-health.

Voi cosa ne pensate? Quali opinoni avete sulla conservazione dei dati santari?

I vostri contributi, opinioni, suggerimenti sono attesi e graditi.

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